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Progetto CARG - Carta Geologica d'Italia1:50.000

Foglio 541 - Jerzu

Il Foglio “541-Jerzu” della carta Geologica d’Italia in scala 1:50.000 è stato realizzato nell’ambito del Progetto CARG -L.67/88, tramite Convenzione tra Servizio Geologico Nazionale (già SGN, ora APAT) e Regione Autonoma della Sardegna. 

Il Foglio Jerzu è ubicato lungo la costa SE della Sardegna, ricade quasi interamente nella provincia di Nuoro e comprende cinque capoluoghi comunali: Cardedu, Escalaplano, Jerzu, Perdasdefogu, Tertenia; solo parte della zona meridionale ricade in provincia di Cagliari. Le principali strade che lo attraversano sono la S.S. 125 “Orientale Sarda” e la S.P. Escalaplano-Jerzu. 

I rilevamenti di campagna si sono svolti dall’Aprile 1994 all’Agosto 1996, sono stati eseguiti in scala 1:10.000 (utilizzando come base topografica la Carta Tecnica Regionale della Sardegna) e sono basati sul criterio litostratigrafico.   I diversi insiemi litologici sono stati distinti in unità litostratigrafiche fondamentali o formazioni, che a loro volta possono essere suddivise in unità di rango inferiore, membri e/o litofacies. Le formazioni del basamento metamorfico sono raggruppate in Unità tettoniche, come in uso nella cartografia geologica delle catene a falde. 

Il Coordinamento Scientifico del Foglio è stato espletato dal prof. P.C. Pertusati (Università di Pisa) per l’area terrestre e dal prof. A. Ulzega (Università di Cagliari) per l’area marina; la Direzione del Rilevamento dal dott. E. Sarria (Progemisa SpA) e dal dott. G.P. Cherchi (Progemisa SpA) per l’area terrestre, dal dott. P. Orrù (Università di Cagliari) per l’area marina;  il Rilevamento, oltre che dai Direttori citati anche dai Rilevatori dott. M. Benedetti, G. Chighine, F. Cincotti e infine C. Pintus per l’area marina;  il gruppo di lavoro è completato da Collaboratori Scientifici provenienti da varie sedi universitarie italiane ed estere. 

Il Foglio Jerzu è costituito in prevalenza da formazioni del Paleozoico inferiore, deformate e metamorfosate durante l’Orogenesi Ercinica, da rocce intrusive del Paleozoico superiore e da successioni sedimentarie e vulcaniche, non metamorfiche, permiane, triassiche, giurassiche, eoceniche, oligo-mioceniche e quaternarie (fig.1).  E’ inoltre una zona tipica per le successioni del Permiano e del Triassico medio della Sardegna. 

Nel Foglio Jerzu non sono state individuate strutture tettoniche riferibili a deformazioni pre-erciniche, mentre è fondamentale l’impronta dell’orogenesi ercinica.  La tettonica post-ercinica ha invece prodotto poche modifiche della struttura acquisita nel Paleozoico superiore; le formazioni sedimentarie post-carbonifere hanno inclinazioni massime di poche decine di gradi.  Tra i diversi cicli sedimentari della copertura esistono leggere discordanze angolari evidenti solo a scala cartografica. A questo riguardo è singolare la situazione attorno a Escalaplano, dove al di sopra del basamento metamorfico e dei depositi permiani si sovrappongono tre leggere discordanze angolari, alla base delle successioni triassica, giurassica ed eocenica (fig.39). 

Tra gli aspetti di geologia applicata si segnala che in quest’area l’attività estrattiva di lapidei è limitata alla produzione di materiali per uso civile, mentre mancano del tutto le cave per materiali ornamentali. Il Foglio Jerzu interessa un’area limitrofa al Distretto Minerario del Sàrrabus-Gerrei:  gli indizi minerari presenti sono stati oggetto di studi e ricerche e di coltivazioni, di solito modeste, ma attualmente non presentano un reale interesse economico. 

L’area del Foglio è compresa nei bacini idrografici (fig.46) del Flumendosa (secondo fiume della Sardegna), del Torrente di Quirra, del Riu Pardu-Pelau e di rii minori.  Prevalgono litotipi a permeabilità medio-bassa (rocce del basamento paleozoico e delle successioni tardo-paleozoiche), rispetto a litotipi a permeabilità medio-alta (dolomie e calcari mesozoici, calcari ed arenarie eoceniche, alluvioni attuali).

Quest’area è tra le più esposte a fenomeni di dissesto idrogeologico, per quanto attiene frane e inondazioni.  Il rilevante degrado dei suoli e della vegetazione è dovuto soprattutto all’azione antropica, perpetrata con incendi e con un’intensa attività pascoliva;  lo dimostrano profili di suolo continuamente ringiovaniti e con orizzonti diagnostici poco marcati, la scarsa fertilità e la bassa percentuale di sostanza organica.

La spiccata propensione all’erosione accelerata, comune a tutti i litotipi, è favorita dall’impermeabilità dei terreni e dall’acclività dei versanti, ed è accentuata da inappropriati interventi quali dissodamenti, decespugliamenti e lavorazioni incaute del suolo sui versanti molto acclivi, spesso non accompagnati da appropriati interventi di sistemazione idraulico-agraria.  All’intrinseca condizione di erodibilità del suolo, si associa poi una spiccata erosività determinata dalla pioggia per il particolare regime pluviometrico, che si manifesta con ripetute ed intense precipitazioni in un limitato arco di tempo, soprattutto nel periodo autunnale.

Link Servizio Geologico Nazionale

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